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Oggi voglio condividere con te qualcosa che raramente si vede nei video o nei tutorial fotografici. Non parlerò di fotocamere, obiettivi o settaggi miracolosi.
Ti porto invece dove nasce davvero una buona fotografia:
nella testa e nella preparazione, prima ancora di mettere piede fuori casa.
Tutto parte da una semplice domanda
Quando preparo una sessione fotografica, la prima cosa che mi chiedo è:
“Che tipo di immagine voglio portare a casa?”
Non intendo una foto precisa, né un soggetto in particolare.
Intendo la sensazione che voglio trasmettere. L’atmosfera. L’intenzione.
Questa semplice domanda mi guida in tutte le decisioni successive:
Dove vado?
A che ora esco?
Che attrezzatura porto?
Cosa cerco di evitare?
Quando hai un’intenzione chiara, tutto il resto si semplifica.
La fotografia smette di essere un tentativo a vuoto e diventa un percorso.
Portare tutto non serve a niente
Uno degli errori che ho fatto per anni — e che ogni tanto ricommetto — è portarmi dietro troppa attrezzatura. Il classico “non si sa mai”, che alla fine si traduce in:
zaino pesante
confusione mentale
e un sacco di roba che… non userò
Oggi cerco di essere essenziale: una macchina, uno o due obiettivi, e fine. Ho anche imparato a portarmi dietro un binocolo al posto di un obiettivo… Utile per prendersi ogni tanto una pausa e guardare il bel panorama attorno a me. Ti assicuro che più sei limitato, più diventi creativo.
Scegliere prima con cosa fotografare ti libera la mente e ti fa concentrare su come e cosa fotografare.
La checklist tecnica (sì, ancora quella)
Sembra banale, ma ogni volta che l’ho ignorata… me ne sono pentito.
Batterie cariche
Schede vuote e formattate
Lenti pulite
Zaino pronto
Ci metto cinque minuti. Ma mi salvano da ore buttate.
È una parte noiosa? Sì. Ma se ci pensi, è come caricare una valigia prima di un viaggio.
Se dimentichi le cose essenziali, poi te ne accorgi nel momento peggiore.
Pianificazione: il meteo, la luce, il luogo
Una volta che so cosa voglio e cosa porterò con me, inizio a ragionare su dove e quando. Per trovare posti ideali, suggerimenti ed idee, sfrutto il sito Komoot (che fornisce anche la possibilità di tracciare percorsi ed usarli offline).
Ma inoltre controllo:
le previsioni meteo
l’orario del tramonto o dell’alba
l’orientamento del sole rispetto al soggetto
eventuali ostacoli o restrizioni
Uso strumenti semplici: Komoot, Mapy come backup, l’app del meteo, SunCalc, Google Maps, e a volte cerco ispirazione su Instagram o nella stessa app Komoot per il tipo di foto che potrei fare sul percorso.
Non per copiare, ma per farmi un’idea di cosa è già stato fatto e cercare qualcosa di mio. Non sempre la fotografia deve essere improvvisazione. Spesso è molto più soddisfacente sapere cosa cercare e trovarlo.
Lo zaino, solo con ciò che serve davvero
Negli anni ho imparato che uno zaino fotografico ben organizzato è un alleato.
Preparo tutto il giorno prima:
macchina e lenti
filtri ND o polarizzatori
micro-panno per pulire
batteria di riserva
magari una barretta e una borraccia
Cerco sempre di sistemare l’interno in modo logico: le cose più utilizzate a portata di mano, i backup ben protetti, e nulla di superfluo. E sai una cosa? Lo zaino ordinato e preparato per tempo mi mette tranquillità.
Perché quando sei lì fuori, vuoi pensare alla luce, al soggetto, alla composizione… non a cercare la batteria carica di ricambio che magari ti sei dimenticato a casa…
Visualizzazione: immaginare prima di scattare
Questo è forse il passaggio più personale. A fine preparazione… mi prendo dieci minuti. Spengo tutto. E cerco di immaginare la mia sessione fotografica.
Non come se stessi scrivendo una sceneggiatura, ma come se stessi “assaggiando” le possibilità. Visualizzo i movimenti, la scena, il ritmo. Faccio poi la stessa cosa durante il tragitto verso la destinazione, in auto.
Lo faccio non per controllare tutto, ma per sgomberare la mente e arrivare sul posto con più presenza, più calma, più apertura. E credimi… cambia davvero il modo in cui vivi la fotografia.
Se questa è la prima volta che leggi questa mia newsletter allora forse ti sei perso gli episodi precedenti, trovi l’archivio completo cliccando qui.
Ho pubblicato un video su questo
Se ti interessa questo argomento, ho appena pubblicato un nuovo video in cui ti racconto tutto questo in modo ancora più diretto.
È un video che puoi vedere mentre sei in pausa o mentre sistemi le foto.
Non è tecnico, è umano. Come il nostro modo di fotografare.
E se vuoi farmi sapere come ti prepari tu, o se hai dei piccoli rituali personali prima di uscire a fotografare… scrivimelo nei commenti sotto il video.
Mi farebbe davvero piacere leggerti.
3 GADGET CONSIGLIATI
Questi sono accessori che utilizzo personalmente nella mia attività fotografica (e non solo). Si tratta di strumenti che potrebbero esserti utili e che, spesso, mi chiedete nei commenti dei video quando li vedete in azione.
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Interessante, come sempre e più di sempre. Io mi preparo a partire dal ritorno dalla gita precedente: nel senso che scarico le foto, alleggerisco la scheda, metto sotto carica le batterie, e risistemo lo zaino come se dovessi ripartire da lì ad un'ora. Poi mi salvo il percorso insieme alle foto (app utilizzate: mapy.cz, di cui però per salvare il percorso devo fare uno screenshot, oppure wikiloc, che dà le statistiche, o georesq, che tengo per le emergenze). Ma una cosa invece non faccio: come si puliscono le ottiche, con che prodotti?