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gen 5Messo Mi piace da Alessio

Condivido completamente in tutto e per tutto anche perché, chi saprebbe dire quali erano esattamente tutti i colori dell’alba fotografata solo 5 minuti prima? Se poi i fotografi erano due direi che non ci sarebbe assolutamente uniformità di giudizio ma solo l’espressione delle sensazioni suscitate che possono essere univoche e personali per ognuno di noi, così come si guarda un quadro o appunto una fotografia. E questo credo sia la cosa più bella.

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gen 5Messo Mi piace da Alessio

Condivido il tuo ragionamento e faccio una provocazione. Perchè nessuno si scandalizza di una foto in bianco e nero quando il mondo è a colori? Non è forse anche quella una sorta di manipolazione della realta'

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Il bianco e nero posso “comprenderlo”, in quanto di fatto unica soluzione agli esordi della fotografia (non esisteva il colore) e quindi ritagliandosi di fatto una sorta di “immunità” in tal senso. È tutto il resto che sembra andare “in fanteria” come già espresso nel mio articolo.

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gen 5Messo Mi piace da Alessio

credo sia un tema affrontato fin dagli albori della fotografia,certo a quel tempo non si potevano commentare facilmente le varie opinioni (ma magari discuterne in un bel caffè parigino 😄). Penso che la fotografia sia molte cose: arte, documentazione, comunicazione, affermazione di se stessi, identità etc, e quindi non c'è una definizione univoca. Inoltre ogni periodo aggiunge qualcosa di nuovo, oggi (come dice Fontcuberta in "La furia delle immagini") siamo nelle'epoca della postfotografia ed AI aggiungerà qualcosa di diverso, nel bene e nel male, con tanto di critiche e di entusiasmi. Oggi per "fotografia" va bene qualsiasi interpretazione.

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buonasera ... per una volta sento di non condividere il pensiero per cui una fotografia debba essere gioco di alterazione solo per dimostrare l irrealtà ed esultare per il finto capolavoro ... capolavoro ottenuto utilizzando metodi che come sappiamo sono artificiali ... la fotografia è un arte e come tale deve rimanere e per realizzare un opear d arte c è bisogno di sacrificio di levatacce di anni di esperienza e di un talento innaturale ... come in ogni attività degna di definirsi ARTE

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gen 5·modificato gen 6Autore

Grazie Angelo del tuo feedback. Rimango perplesso solo dal fatto che, sulla base di quello che scrive, alla fine la “Fotografia” non rientra di fatto in alcun senso in “arte” (che sia analogica o meno è totalmente irrilevante perché anche la semplice scelta di un diaframma rispetto ad un’altro infatti comporterebbe un’alterazione della realtà, ma è solo un esempio “pratico” tra tutte le variabili in fase di scatto e sviluppo).

Interessante anche il fatto che da tutto quello che secondo il suo parere rende “fotografia” un’arte (sacrificio, levatacce ecc…), lei abbia escluso quello che solitamente è “il pilastro” di un’arte: la sensibilità dell’autore e cosa voleva trasmettere con il mezzo usato.

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